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La Provincia di Oristano, nell’ambito della programmazione di azioni miranti alla tutela e valorizzazione della lingua sarda, ha ritenuto opportuno dedicare uno speciale appuntamento alla poesia d’improvvisazione e al ruolo avuto dall’oralità nella trasmissione della nostra memoria attraverso l’uso poetico della lingua madre.Una iniziativa resa possibile grazie alla sensibilità del Presidente, Pasquale Onida, verso la “questione sarda” e le azioni miranti alla conservazione, tutela e valorizzazione della nostra lingua madre. La sera del giorno 8 Ottobre è stata dedicata ai poeti Mario Masala, Celestino Mureddu e Salvatore Ladu.
La seconda serata ha visto impegnati nella tenzone i poeti Giuseppe Porcu e Bruno Agus. I temi, come è tradizione, sono stati sorteggiati immediatamente prima della competizione. Un apposito comitato, composto da accademici, letterati, giornalisti e rappresentanti dell’Amministrazione Provinciale e Regionale, ha assegnato al settantatreenne Mario Masala, di Silanus. un attestato di riconoscimento alla carriera per il suo pluridecennale impegno nell’attività di salvaguardia e promozione della lingua sarda. Le fasi della gara poetica sono state quelle canoniche: s’esordiu, sos primos temas, e, dopo una pausa di intrattenimento, sos segundos temas, sa duina, su sonetto. Un pubblico bando ha invitato la cittadinanza a venire ad assistere alla contesa, cun su scannu ‘e domu. Le gare si sono svolte nella lolla di una caratteristica casa campidanese, nel centro storico di Oristano, a ridosso delle mura cittadine, in Via G. M. Angioy n. 49 e con ingresso principale in via Solferino. La gara, così come il dibattito del convegno sono stati incentrati sul ruolo determinante avuto dalla cultura orale e dalla poesia d’improvvisazione nella trasmissione della identità culturale dei popoli e del popolo sardo in particolare; sull’elevata produzione artistico letteraria in prosa e poesia della Sardegna; e, ancora, sulle tematiche relative alla questione della lingua, con la definizione di una lingua comune, parlata e scritta, da adottarsi nella pubblica amministrazione, nella scuola ed in tutti gli ambiti della società sarda. Temi e riflessioni non solo accademico-linguistici che riferiscono di un problema scientifico, sociale e politico che accalora e che ci coinvolge tutti. Il dibattito ha offerto senza dubbio l’occasione per riflettere – insieme al mondo accademico studioso di lingua e cultura non solo sarda ma mediterranea a partire dalla classicità greca – sull’arte antica del tramandare in versi la memoria, la storia, i volti e le immagini di un popolo. Questo il ruolo che ha avuto la poesia, con i cantastorie in Sicilia ed i poeti improvvisatori in Sardegna: un’influenza nella informazione e divulgazione di notizie, nell’orientamento dell’opinione pubblica, nella formazione culturale, specie nei tempi precedenti l’alfabetizzazione televisiva. È sempre stato un genere letterario in lingua poetica compreso da tutti, amato da molti. Gli atti dell’intero progetto saranno raccolti in una pubblicazione che sarà distribuita a tutte le Biblioteche ed Enti della Provincia che ne faranno richiesta.