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LE ATTIVTA' > ARCHIVIO > anno 2007
è film present
La Fontana di Morù
a Sulisfilm
DIRECTOR: GIANLUCA SULIS
ORIGINAL IDEA and SCREENPLAY: GIANLUCA SULIS
CINEMATOGRAPHER: ANDREA TRECCANI
EDITOR: GIANLUCA SULIS
SET DESIGNER: ROSANNA PILI
COSTUME DESIGNER: FRANCESCO CAU
SOUND: CORRADO ALEDDA
CASTING DIRECTOR: SIMONE LA CROCE
ASSISTANT DIRECTOR: VINCENZO RODI
ORGANIZATION: MIMONE MURRU
PRODUCED BY: GIANLUCA SULIS
Laura: Valentina Sau
Il Re: Tino Petilli
Don Bainzu: Peppe Mura
Filiferru: ModestoZucca
Rospo: Sergio Succu
Lorenzo: Gianmarco Trogu
Muschittu: Massimo Sau
Tzia Giuanna: “Zicca” Pala
Margiane: Matteo La Croce
Tonteddu: Gianluca Sulis
Maccalimpia: Tina Garau
La maestra: Valeria Ciabattoni
Il nonno: Peppe Porru
Filippo: Stefano Nicoletta
Italy 2007 - Color - Running Time: 92
Sinossi
Un anno di vita in un piccolo paese visto con gli occhi di una bambina orfana, Laura. La scoperta di una casa singolare in cui vivono i matti, matti a causa di una fontana che fa diventare matti. La speranza di alcuni bambini di poter diventare matti. Il prete del villaggio alcolizzato, Don Bainzu, la chiesa sempre deserta. Un simpatico ubriacone, Fileferru, profondamente legato al suo pupazzetto, Billy.
Una storia parallela, in cui il Re e Rospo fanno strani discorsi, un Regno in crisi, il Re stanco e disilluso…
Durante l'inverno i matti del villaggio vengono portati a “svernare” in un posto caldo, Laura ne sente la mancanza e fa un sogno in cui i matti arrivano in paese sopra un carretto, stranamente tra loro c'è anche Don Bainzu…
La comparsa di dieci strane vedove vestite di nero, le Accabbaddore …
Dopo un anno tante cose saranno cambiate e forse diventare matti non sarà poi così bello come sembrava.
Director's Note
L'idea base era quella di parlare di una Sardegna diversa da quella solita, una Sardegna che cercasse di coniugare tradizione e modernità, una Sardegna e un mondo visto con gli occhi di una bambina di dieci anni. La parola d'ordine era "Grande semplicità", sia nel linguaggio sia nelle tematiche, ma questo, a ben vedere, è vero solo in parte, anche perchè la componente simbolica è molto forte. Questa chiave simbolica si trova soprattutto in due personaggi, il Re e Rospo, che parlano di un regno che molto somiglia alla nostra Sardegna. Ma la scommessa era parlare della nostra terra cercando di trovare punti di contatto con altre terre sparse per il mondo, la mancanza di lavoro, la ricerca di un'identità comune... Il Re dovrebbe essere guida e invece è stanco e disilluso...
Già da queste poche parole si capisce che gli argomenti toccati sono molteplici e quindi il lavoro può risultare pretenzioso nel voler trattare troppe tematiche - non essendo certo possibile "risolverle" tutte.
La fontana di cui si parla esiste realmente, si trova a Tonara e si dice che chi beva la sua acqua diventi pazzo. La pazzia è un'altra delle tematiche presenti. I bambini sono affascinati dai matti e dalla speranza di poter diventare anch'essi pazzi, ma scopriranno presto che essere matti non è poi così bello come sembrava...
Gianluca Sulis