Menu principale:
LE ATTIVTA' > ARCHIVIO > anno 2009
La Memoria
la Passione
l'Incanto
Ci son luoghi dove il tempo si risolve in un presente che è un perenne fluire. Non un'eternità immobile, algida, indifferente nella sua perfezione, ma un moto che ricongiunge il passato al futuro, un esser vivo come lo scorrere del sangue nelle vene, come il galoppo del cavallo tra l'urgere degli sguardi, lo stupore dei volti, i colori, i canti, che sempre tornano uguali e diversi, come le case, come la strada, come il cielo e il vento.
Lì dove la memoria e la presenza si incontrano e si fondono per abolire ogni contraddizione, dove il passato, il presente e il futuro sono la stessa cosa, lì si svolge il nostro destino.
Come in questa casa campidanese, unico superstite segno, forse, in Oristano, di un incontro tra moto e quiete, di un fluire che non è un passare, del tempo; di un confluire della realtà nella memoria e viceversa.
Così nell'ambiente fisico, così nella produzione dei tre artisti: Augusto Biselli, Pietro Serra, Michela Granese, come in quella di ogni vero artista, l'oggi, lo ieri e il domani, pur nella specificità della loro ispirazione, si incontrano.
Diverse sono le sorgenti del loro operare: una temperie meditativa, una sensibilità lirica nella sua intonazione fiabesca, capace di trasfigurare l'oggetto sino a farne un simbolo dell'infanzia come vera condizione della vita nell'opera di Pietro Serra. Un entusiasmo sorretto da un intenso, sanguigno amore per l'esistenza sentita come maturità della Bellezza, come turgore della festa, pur con qualche deriva dovuta all'incontenibile energia della vita stessa, nella produzione di Augusto Biselli. Un senso del mistero, un trepidare dell'attesa, una partecipazione panica ma nel contempo lucidamente controllata e consapevole nell'opera di Michela Granese. Diversi sono gli strumenti tecnici a cui i tre artisti fanno ricorso. L'accuratezza e la pulizia del disegno mai soggetto però alla tentazione del realismo, il taglio dell'immagine memore delle suggestioni della grande cinematografia, la morbidità della linea, la campitura delicata e l'uso insieme simbolico e nostalgico del colore in Pietro Serra. La pennellata rapida, larga, o il colpo di spatola immediato, evocativo nell'uso sensuale e carico di passione del colore, capaci di occultare la lunga meditazione ma disposti a rivelare una sapienza ed una passione che spinge ad una costante ansia di rinnovamento attraverso una sperimentazione degna dell'inquietudine di un maestro erede della grande pittura dei tempi passati, in Augusto Biselli. L'accostamento e la fusione dei toni scuri e chiari, illuminati da qualche rapido lampo di colore, capaci di atmosfere mai cupe, suscitatrici di veri luoghi dell'anima: montagne, mari e pianure, ove si muovono lente le imbarcazioni, dove la notte e il giorno appaiono complementari come in un inizio dimenticato, dove sgorgano segrete e misteriose sorgenti alimentatrici di fiumi e laghi, dove si aprono antri e si elevano cattedrali in Michela Granese.
Rendiamo grazie agli artisti, rendiamo grazie all'arte, perché essi rivelano a noi stessi ciò che di noi e del mondo altrimenti sarebbe rimasto sconosciuto.
Prof. Carmelino Pitzolu